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21Maggio2013

La Nouvelle Vague socialista conquista Palais Bourbon

foto1Tutto secondo previsioni. François Hollande non sarà un presidente in coabitazione. Il responso uscito ieri dalle urne è netto e conferma la tendenza che, in seguito alla riforma del 2002, vede vincente la maggioranza a sostegno del presidente appena eletto.

 

I numeri sono chiari. Come alle legislative del 1981, quelle successive all'elezione di François Mitterrand all'Eliseo, il Parti Socialiste conquista da solo la maggioranza assoluta dei seggi. Allora ottenne il 36,03 % delle preferenze e 266 seggi sui 491 totali, mentre gli altri partiti della maggioranza presidenziale se ne aggiudicarono 67. Nella nuova assise, il PS e i suoi alleati minori dispongono di 314 seggi su un totale di 577. La coalizione a sostegno di Hollande si avvarrà anche dei 17 deputati, sarebbero stati 18 con il ministro Duflot al quale subentrerà però un socialista, conquistati da Europe écologie – Les Verts (EELV) grazie ad un accordo pre – elettorale con i socialisti. Si tratta di un risultato storico per i Verdi francesi che per la prima volta potranno formare un gruppo parlamente al Palais Bourbon. La maggioranza assoluta socialista, è bene sottolinearlo, permette al neo presidente di non essere vincolato ai voti ecologisti per la questione del nucleare.

 

Nonostante il lusinghiero risultato, in Rue Solferino non tutti sorridono. Ségolène Royal, candidata socialista alle presidenziali del 2007, è stata sconfitta dal dissidente Olivier Falorni con il 62,97% nella prima circoscrizione della Charente – Maritime. Sul verdetto pesa l'appoggio fornito a Falorni dalla destra locale in chiave anti – Royal. Le reazioni non sono delle più miti, infatti la portavoce del governo, Najat Vallaud – Belkacem, ha dichiarato che Falorni non dovrebbe aderire al gruppo parlamentare socialista.foto2

                

La lista degli sconfitti eccellenti vede comparire il nome di François Bayrou, il politico più popolare di Francia. Il triangolare con il PS e l'UMP ha penalizzato il leader del MoDem. La competizione è stata vinta dalla socialista Nathalie Chabanne con 42,78% e circa 6000 voti di vantaggio su Bayrou. La vittoria della candidata del PS evidenzia l'assenza di strategia da parte dei socialisti che non hanno ricambiato il sostegno di Bayrou ad Hollande al secondo turno delle presidenziali. Nel 2007 l'UMP preferì non candidare nessuno nel collegio del leader del MoDem garantendogli uno scranno all'Assemblea Nazionale. Con soli due deputati eletti si prospettano tempi duri per il MoDem e le probabilità che venga fondato un nuovo soggetto politico nell'area centrista divengono sempre più elevate. Si tenga conto che il Nouveau Centre di Hervé Morin ha ottenuto 14 deputati e i 2 deputati del MoDem sarebbero funzionali per superare la soglia di 15 necessaria per creare un gruppo parlamentare centrista. Un parere diverso proviene da François Rebsamen, presidente dei senatori del MoDem, che vede di buon occhio un ingresso del MoDem al governo.

 

Anche il Front de Gauche va annoverato tra i grandi sconfitti di questa tornata. Nonostante l'11.10 % del 22 aprile, la federazione della sinistra francese vede il numero dei suoi deputati ridursi da 19 a 10. Questo numero non è sufficiente per costituire un gruppo parlamentare, ma Pierre Laurent, segretario del PCF, spera di convincere alcuni degli eletti ad apparentarsi per raggiungere i il limite minimo di 15 rappresentanti, in alternativa chiederà un abbassamento della soglia.

 

In casa UMP non si esulta per il risultato, ma ci sono buoni motivi per felicitarsi. Prima di tutto il partito, come sottolineato da Jean – François Copé, non ha subito una disfatta e potrà contare su 215 deputati. Inoltre ad essere stata maggiormente penalizzata è la corrente della Destra Popolare, molto attiva nell'ultima parte della presidenza Sarkozy. Infatti su ben 40 deputati uscenti afferenti a questa corrente solo la metà hanno ottenuto la riconferma. Ne possiamo dedurre che l'elettorato ha punito quei candidati che hanno cercato di attrarre i voti del Front National. Difficile prevedere il futuro della corrente destrorsa dell'UMP, ma con 20 deputati potrebbe creare un gruppo parlamentare autonomo e porsi come forza mediana tra l'UMP e il FN. È interessante notare che i ministri giovani di Sarkozy sono stati tutti riconfermati, mentre i «sette samurai» del sarkozysme, tra cui Nadine Morano e Claude Guéant, hanno perso. In ogni caso del destino dell'UMP se ne saprà qualcosa al congresso di novembre.

 

foto3Grande soddisfazione in seno al Front National che torna al Palais Bourbon dopo una lunga assenza. Eccezion fatta per l'elezione nel 1997 di Jean – Marie Le Chevallier, invalidata dopo pochi mesi, gli ultimi eletti del FN furono Yann Piat nel 1988 e Marie – France Stirbois nel 1989. La truppa frontista conterà su due rappresentanti: l'avvocato Gilbert Collard, non iscritto al partito, e Marion Maréchal – Le Pen, nipote di Jean - Marie Le Pen e deputato più giovane nella storia della V Repubblica . L'unica nota amara è la mancata elezione di Marine Le Pen per soli 118 voti nella circoscrizione di Hénin – Beaumont. Premettendo che la combattiva leader del FN ha prontamente chiesto un riconteggio, va riconosciuto che la strategia di dediabolisation condotta da MLP è risultata vincente. Inoltre è stato eletto un terzo deputato afferente all'area dell'estrema destra, Jacques Bompard, iscritto al FN fino al 2005 poi leader della effimera Ligue du Sud.

 

All'Assemblea Nazionale accedono 155 donne, circa il 27% del totale, in netto aumento rispetto alle 107 della precedente legislatura, primato nella storia della Francia repubblicana. Ben 104 risultano elette nelle liste del PS, sui 280 totali, soltanto 27 su 188 per l'UMP ed il 50 %, 9 su 18, per i Verdi. La Francia passa, così, dalla 19° alla 9° posizione in Europa per la percentuale di donne in Parlamento.

 

Si apre adesso la contesa, tutta in seno al Partito Socialista, per la presidenza dell'Assemblée nationale che si terrà il 26 giugno. Le prime due candidature, quella dell'ex Guardasigilli Elisabeth Guigou e quella del presidente del Consiglio generale di Seine-Saint-Denis Claude Bartolone, possono creare qualche grattacapo al partito di Hollande. Le changement c'est maintenant. Stiamo a vedere.

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