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22Maggio2013

Una tesi diversa con la ricerca all'estero

bando tesi esteroDopo l’esperienza dell’Erasmus la voglia di tornare all’estero e poter studiare/lavorare in un altro Paese era altissima, così per due anni ho vagliato attentamente ogni possibile occasione. Purtroppo per una serie di motivi ho rinunciato alla possibilità dell’Erasmus Placement e ad altre borse di studio interessanti. Durante la preparazione della tesi, discutendo con il mio relatore, si è presentato la possibilità di svolgere un periodo di ricerca all’estero, finanziato dal Bando di tesi all’estero messo a disposizione dalla Facoltà di Scienza Politiche dell’Università di Bologna. Sarebbe stata un’esperienza totalmente diversa…

Con questo breve articolo vorrei presentare sia parte della mia esperienza sia qualche consiglio utile riguardo la preparazione burocratica per la partecipazione al bando di tesi all’estero. Spero così di riuscire a fornire un aiuto importante a tutti coloro che vogliano approfittare di questa fantastica opportunità.

Innanzitutto mai e dico MAI sottovalutare la preparazione di qualsiasi bando universitario. Anche se può sembrare molto semplice è in realtà decisamente complesso e si devono tener sempre in conto problemi, ritardi o difficoltà. Soprattutto per questo tipo di bando, in cui è necessario anche ricevere alcuni documenti dalla sede ospitante della ricerca, il tempo è necessario. Quindi, primo consiglio è prepararsi per tempo.

Secondo punto: è importante organizzare bene il lavoro. La collaborazione del proprio relatore è a mio avviso fondamentale e soprattutto è importante che egli sia d’accordo sulla vostra partenza; alla fine sarà comunque lui a seguire il lavoro di tesi ed è giusto e utile avere il suo appoggio. Da questo punto di vista devo dire che il mio relatore si è dimostrato molto disponibile e mi è stato di enorme supporto.

Scendendo nello specifico del bando – basandomi fondamentalmente sul bando di Scienze Politiche dell’Università di Bologna - possono partecipare studenti iscritti alle lauree quadriennali, specialistiche e magistrale della Facoltà di Scienze Politiche e laureati da non più di sei mesi. La documentazione richiesta prevede:

1-    Domanda di partecipazione e dichiarazione per l’erogazione dei contributi, con appositi moduli da scaricare

2-    La preparazione di un progetto di ricerca, seguendo un modulo standard dell’università, controfirmato dal relatore o docente referente

3-    Preventivo possibile di costo del biglietto aereo o di treno per la località scelta

4-    Certificazione di conoscenza della lingua del paese ospitante (tra cui rientrano anche gli esami di lingua sostenuti nel percorso di studi)

5-    Certificato degli esami sostenuti con relativi voti

6-    Una lettera di invito da parte dell’istituzione ospitante.

Iniziamo a parlare della lettera dall’estero, che è la parte più complessa a mio avviso. Complessa perché bisogna trovare una istituzione, che sia una università (preferibilmente), o organizzazione, o anche un singolo docente, del paese in cui si è scelto di svolgere la ricerca, che sia disponibile ad inviare una lettera attestante la volontà di accettare lo studente all’interno della propria struttura al fine di portare al termine la ricerca. Senza la lettera il bando è nullo, per questo è fondamentale. Inoltre non è così facile trovare disponibilità immediata da parte di qualcuno, soprattutto perché spesso si teme ci siano responsabilità e progetti da seguire. Un consiglio: quando richiedete la lettera, se può farvi da intermediario un docente è molto meglio, si acquisisce una maggiore ufficialità. Se il docente ha già delle conosce o contatti che possono essere utili, ancor meglio. Nella mia esperienza, ho ricevuto una lettera di un docente dell’Università del Malawi il quale, molto gentilmente, mi ha messo in contatto con una ragazza che mi ha poi aiutato durante la ricerca mettendomi in contatto con istituzioni e organizzazioni. Alla fine però con il docente e con l’Università del Malawi non ho avuto tantissimi contatti. La lettera è più che altro una forma di garanzia che l’Università di Bologna vuole avere prima della partenza, in modo da essere certi che c’è un contatto con il Paese ospitante. Non rappresenta quindi una forma di responsabilità per l’istituzione del Paese. Specificatelo quando richiedete il documento: in questo modo l’istituzione sarà più tranquilla e procederà con maggiore velocità.

Malawi-flag2Per quanto riguarda la preparazione del progetto, non è così semplice come può sembrare. Innanzitutto si tratta di un documento alquanto specifico. È richiesto un inquadramento teorico del tema che si intende affrontare nella tesi – e di conseguenza per la ricerca: questa parte è molto generica, è sufficiente una presentazione del tema generale che si è scelto di analizzare. In secondo luogo bisogna cercare di specificare gli obiettivi della ricerca. In questo caso è molto utile dividere per punti e dare una struttura ordinata sia alla tesi sia alla ricerca. Non bisogna preoccuparsi se si è all’inizio del lavoro. Io ho fatto richiesta ancor prima di stabilire una scaletta-indice per la tesi: è importante però che si abbia un’idea generale del lavoro che si desidera svolgere, poi naturalmente le modifiche sono contemplate. Se non si ha ancora un’idea molto chiara, consiglio di rimanere molto sul generale, in modo da poter approfondire in seguito le dinamiche da trattare. In terzo luogo è richiesta un’illustrazione articolata della metodologia della ricerca. Si tratta forse della parte più astiosa e difficoltosa da affrontare, ma non bisogna preoccuparsi troppo: è necessario pensare bene a cosa si intende fare una volta all’estero, se si tratta di raccolta di documentazioni e fonti primarie, se si desiderano fare interviste, se si deve seguire un progetto già avviato, se si opera tramite raccolta di dati statistici ecc. L’importante è che qualsiasi modalità venga scelta – possono essere anche differenti modalità - venga descritta nel migliore dei modi: ad esempio, se si sceglie di fare ricerca tramite interviste, è importante specificare la tipologia di interviste, i destinatari delle interviste, gli interlocutori, la modalità di intervista… Il quarto punto del progetto richiede di specificare la natura delle fonti che rendono necessaria la ricerca all’estero. Qui è bene puntare sull’esclusività delle fonti che si vogliono ricercare: nel mio caso si è trattato di interviste a specialisti e membri di comunità sulla Community Home based Care, un metodo di gestione dei malati di HIV/AIDS nei paesi in via di sviluppo, testimonianze che non avrei mai potuto raccogliere se non in un paese povero e in difficoltà come il Malawi. Se si tratta di documentazione e fonti non è necessario specificare quali documenti siano, è sufficiente indicare la tipologia e il perché questi documenti siano necessari, ad esempio dati statistici non riscontrabili via web, fonti del Paese disponibili solo in una data biblioteca ecc. Se invece si è già certi magari di titoli o autori da cercare possono essere naturalmente inseriti. Infine l’ultima parte richiede un elenco della bibliografia legata all’argomento. Si può tranquillamente inserire parte della bibliografia che si sta utilizzando per la tesi.

C’è da specificare inoltre che il Bando prevede anche la partecipazione di neo-laureati che desiderano approfondire l’argomento di tesi all’estero in vista di una successiva pubblicazione. Un motivo in più per non farsi sfuggire un’occasione del genere. In questo caso è necessaria una lettera della rivista o dell’editore a cui si è presentato il progetto di articolo (da presentarsi solo da parte dei laureati da non più di 6 mesi richiedenti il contributo per scrivere un saggio)

Una volta consegnata la documentazione, una Commissione esaminatrice la analizzerà e si procederà al colloquio, in cui spesso vengono richiesti chiarimenti sul progetto di ricerca presentato e qualche ulteriore informazione. Se la Commissione riterrà valido il vostro progetto, otterrete una borsa di studio che varia dai 1500 ai 3100 euro. L’ammontare della cifra è scelto dalla commissione in base ad alcuni dati, tra cui il Paese scelto per la ricerca, il costo della vita nel paese, il periodo di ricerca, la tipologia di ricerca.

malawi mktPersonalmente posso dire che la mia esperienza è stata favolosa. Sono stata un mese in Malawi e ho potuto così raccogliere documentazione ufficiale sulle politiche contro l’HIV/AIDS e intervistare sia esperti e membri di organizzazioni locali e internazionali, sia partecipare alle attività delle comunità e intervistare alcune persone affette dal virus. Pur non avendo mai fatto ricerca, escludendo un primo periodo di organizzazione, mi sono trovata molto bene e sono riuscita a raccogliere più materiale di quanto avevo previsto prima della partenza. Inoltre ho potuto integrare la tesi con una quantità di dati ed esperienze che altrimenti non sarei riuscita a raccogliere, dandogli quindi un tocco in più, rendendola forse un po’ più reale e pratica. La preparazione della modulistica non è stata affatto facile, sono necessarie pazienza e forza di volontà, però non bisogna mai arrendersi di fronte agli ostacoli che si presenteranno.

Spero di essere stata abbastanza esaustiva e chiara, ma soprattutto spero che chiunque voglia sfruttare questa utilissima possibilità che l’Università di Bologna ci riserva riesca a trovare in questa piccola guida qualche suggerimento e un po’ di conforto.

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