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Oltre alla Siria, oltre all’Iraq ed alla Libia c’è un altro paese, lo Yemen, dove da tempo ormai si sta combattendo una silenziosa, quanto cruenta, guerra civile tra milizie filo governativi e ribelli Huthi. Gli Huthi sono una milizia sciita sviluppatasi nel governatorato yemenita di Sa’da, al confine con l’Arabia Saudita, per opera della famiglia Al Huthi. Con il tempo gli Huthi si sono costituiti organizzazione militare in funzione anti-governativa, ma le loro azioni sono rimaste per molto tempo localizzate al confine con l’Arabia Saudita. Nel 2004 gli Huthi sono insorti a seguito dell’uccisione del loro leader Husayn al Huthi e, sfruttando le rivolte popolari del 2011, hanno gradualmente guadagnato terreno fino a conquistare la capitale Sana’a e a minacciare la sovranità del governo filo saudita.

Dallo Yemen alla Giordania – Non è un mistero che vi siano altri attori geopolitici che svolgono un loro ruolo di rilievo nella guerra civile in Yemen: l’Arabia Saudita da un lato, a guida di un’ampia coalizione anti-Huthi e sostenitrice del governo dell’ex presidente Hadi, e l’Iran, stato sciita, a sostegno dei ribelli. Ed è proprio il giornale iraniano Al Mayadeen a riportare che sarebbero in corso dei colloqui segreti tra l’Arabia Saudita e gli Huthi per discutere i termini di un accordo di pace. Grazie all’intermediazione dell’ONU le parti coinvolte nel conflitto sarebbero riuscite ad incontrarsi ad Amman, in Giordania, per discutere lontano dai riflettori internazionali le modalità di risoluzione del conflitto. Tuttavia, non si hanno ancora notizie certe sul contenuto dei canadian pharmacy viagra negoziati, né si ha la certezza che siano effettivamente in corso dei colloqui di pace.

Per il moyemen1mento, entrambe le parti coinvolte smentiscono di essersi incontrate ad Amman; ipotesi che verrebbe invece confermata da alcune lettere scambiate tra il delegato Onu in Yemen Walyd Shaykh ed il sottosegretario Onu Jeffrey Feltman. Nel contempo una delegazione Huthi guidata dal leader Mohammad Abdel-Salam è giunta in Arabia Saudita per discutere i termini di un altro accordo; questa volta in forma pubblica.

Gioco locale e gioco globale – Sia Arabia Saudita che Iran sono superpotenze del golfo, che mirano ad espandere la propria influenza sulla regione medio orientale. canadian pharmacy online I due paesi sono tra loro contrapposti in quanto l’Arabia Saudita è alleata (anche militarmente) con molte potenze Occidentali e segretamente con gli Stati Uniti, mentre l’Iran, da sempre nemico degli Usa, ha già cercato di espandere la propria influenza sull’Iraq e ora sfrutta le ribellioni settarie per influenzare la politica dello Yemen. L’ idea di Khamenei è proprio quella di ricreare in territorio yemenita un movimento simile a quello di Hezbollah al fine di continuare la sua silenziosa guerra fredda contro l’Arabia Saudita. Oltre agli Huthi, Teheran sostiene anche i movimenti separatisti yemeniti, come Al Hirak, per poter variare i propri fronti.

La fine della guerra – Nonostante la fine della guerra non paia prospettarsi all’orizzonte, i colloqui di pace tra Huthi e Arabia Saudita potrebbero portare a quella stabilità interna che il buy modafinil paese desidera e che è condizione necessaria per una pace duratura. C’è da domandarsi quali saranno i termini e le condizioni che l’Arabia saudita porrà ai ribelli e come mai le parti coinvolte nel conflitto abbiano deciso di incontrarsi segretamente ad Amman: forse un’esigenza di Ryad di sfuggire l’influenza iraniana sull’accordo? In quella polveriera che adesso è lo Yemen solo il tempo potrà chiarire i futuri scenari geopolitici.